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Web Ranking
 

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Dev 111 - ottobre 2003 - Speciale Web Ranking


Web Ranking: COSA NON FARE…
Autore: D. Orzalesi (Uplink Web Agency)

Cosa non fare per non vanificare il ranking del proprio sito o peggio quello di altri, le regole da seguire in accordo con le politiche dei vari motori di ricerca, alcuni consigli per non perdere tempo e non far sprecare denaro ai propri clienti…

Dev - Web Ranking
 
 
 
 Non diventate spammer...
 

Che cos'è lo spam? In linea di massima può essere considerato spam ogni pagina con contenuto ridondante o che è palesemente costruita con il solo scopo di migliorare il ranking del sito o fattori che lo influenzano, come ad esempio la link popularity.

Un motore di ricerca sarà tanto più utilizzato quanto più in grado di restituire in tempi brevi risultati appropriati e consistenti a fronte delle ricerche effettuate dal navigatore. Se i motori fanno quindi di tutto per ottimizzare tempi di risposta e rilevanza dei risultati, i webmaster escogitano espedienti sempre nuovi per dare maggiore visibilità alle loro pagine. Ne risulta che il navigatore si trova talvolta di fronte a pagine semanticamente poco rilevanti, realizzate appositamente per migliorare il posizionamento del sito internet: non facilmente riconoscibili, queste pagine possono avere contenuto minimale e disorganizzato (per chi legge, non per i software di indicizzazione), talvolta molti link, visibili, nascosti o automatici (redirect). Questa tipologia di pagine disorienta fortemente l'utente.

Con il diffondersi di questi comportamenti è sorta la necessità di rendere sempre più restrittive le regole che un sito (e quindi il webmaster) deve soddisfare per essere ammesso all'interno di un database: l'insieme di queste norme costituisce la Spam Policy del motore.

Ogni motore di ricerca ha una propria Policy, che penalizza in maniera diversa (in genere non specificata) pagine con le seguenti caratteristiche, ritenute spam:

  • pagine contenenti un redirect (reindirizzamento) automatico ad altre pagine: sono chiamate doorway pages, pagine di ingresso. Quando il navigatore le raggiunge, viene dopo poco automaticamente "spedito" ad un altro indirizzo
  • pagine contenenti testo dello stesso colore o colore simile al proprio sfondo. Questo trucchetto permette di inserire testo non visibile all'occhio del navigatore ma indicizzabile dallo spider
  • pagine farcite con keywords superflue che sono irrilevanti o non hanno il significato espressivo
  • pagine che contengono un numero eccessivo di link ad altre pagine: hanno unicamente lo scopo di incrementare la link popularity del sito
  • pagine con link nascosti: ad esempio collegamenti ancorati a immagini .gif trasparenti o troppo piccole perché siano effettivamente cliccabili dal navigatore
  • in genere ogni pagina che tenda ad interferire con gli algoritmi del motore

Spam Report: spesso i motori di ricerca chiedono ai navigatori di segnalare loro le url che possono essere considerate spam, attraverso la compilazione di apposite form oppure fornendo indirizzi di posta dedicati.

Le conseguenze alle quali si può andare incontro non rispettando queste regole variano da motore a motore: si va dalla semplice penalizzazione del ranking della pagina all'esclusione (in gergo: banning) del dominio del sito dagli indici. Se vengono ravvisati comportamenti gravi si può arrivare anche al banning dell'indirizzo IP (Internet Protocol, identificativo del server) del web server sul quale risiede il sito, con la conseguenza che tutti i siti residenti su quel server (moltissimi sugli hosting condivisi) saranno esclusi dal motore, con danno notevole per i proprietari.

 
 
 
 Attenzione ai contenuti in Flash e ai siti dinamici
 

Divenuto de facto lo standard per le animazioni e la fruizione di contenuti "vettoriali" sul web, il prodotto Macromedia permette di sviluppare siti internet certamente accattivanti. I motori di ricerca incontrano però difficoltà nell'indicizzazione di questa tipologia di contenuti: solo alcuni infatti riescono ad estrarre dai file .swf (quello che viene pubblicato sul web) link e testi (la tecnologia Fast sembra recuperare entrambi, mentre Google sembra essere in grado di seguire i link interni ai filmati).

Google
 
Uplink

Se volete ambire ad un buon posizionamento del vostro sito internet dovrete quindi pensare seriamente di affiancare alla versione Flash del sito una versione html sulla quale poi effettuare le ottimizzazioni per l'indicizzazione. Realizzate solo alcune parti in Flash mantenendo la struttura del sito in html. Così facendo aumenterete anche l'accessibilità ai contenuti pubblicati.

La stessa necessità si manifesta anche per l'indicizzazione di siti dinamici le cui pagine attingono i contenuti da database, come ad esempio i siti di e-commerce che contengono cataloghi implementati con queste tecnologie. I crawler incontrano difficoltà a seguire link dinamici (cioè che contengono al loro interno variabili: es. http://www.miosito.it/pagina.asp?variabile=valore): ad esempio Google segue soltanto link dinamici contenuti in una pagina statica, non essendo poi in grado di seguire ulteriori link dinamici che trova nella pagina raggiunta.

Ad esempio, la figura 1 evidenzia i risultati di una ricerca effettuata su Google con la chiave "case vacanza costa etruschi". Nelle prime due posizioni compaiono due pagine del portale toscanatour.it. (fig. 1.1):

(1) www.toscanatour.it/case-vacanza-provincia-livorno-casale-marittimo.asp
(2) www.toscanatour.it

Come evidenziato in fig. 1.2 i link in home page (2) del menu di destra, tra i quali quello alla pagina (1), non contengono variabili. Questo permette di effettuare ottimizzazioni sulle url delle pagine linkate, permettendo allo spider di raggiungere poi le singole schede seguendo il primo livello di link dinamici contenuti in una pagina statica. Se i link contenuti in home page fossero stati dinamici non avremmo potuto ottimizzare le url e avremmo perso tutto un livello di collegamenti raggiungibili.

 
 
 
 Non pubblicate il sito non ottimizzato e non effettuate submit inappropriati
 

I tempi richiesti sia dai motori che dalle directories per l'inserimento di nuovi siti sono sempre più lunghi, a causa del forte aumento delle richieste di indicizzazione da parte dei webmaster. Tranne pochissime eccezioni, in genere sono richieste alcune settimane dal momento dell'operazione di submit. Stesso discorso per i tempi di refresh, cioè di aggiornamento dei contenuti delle pagine da parte del motore. Se poi affrontiamo questo intricato mondo soltanto attraverso i "free submit" (inserimenti gratuiti) non saremo sicuri nemmeno riguardo l'effettivo inserimento, scordandoci naturalmente la possibilità di modificare i dati proposti (in special modo nelle directories). Inoltre non sappiamo a priori quando lo spider del tale motore di ricerca analizzerà le nostre pagine.

Risulta quindi di fondamentale importanza pubblicare il sito già ottimizzato per i motori secondo i parametri visti nei precedenti articoli ed effettuate l'operazione di submit con cura e manualmente: spesso riparare ad errori commessi in fase di inserimento risulta molto noioso e costoso in termini di tempo e risultati.

Questi problemi possono essere in parte superati acquistando per determinate url i servizi di inserimento a pagamento, ad esempio "pay per inclusion" (vedere articolo introduttivo), possibilità fornita dalla quasi totalità dei search engines: così facendo accelereremo enormemente i tempi di inclusione (in genere da 48 a 72 ore) e ci garantiremo un tempo di refresh delle nostre pagine altrettanto breve. Avremo così la possibilità di "targettizzare" in maniera costante e veloce le nostre ottimizzazioni, certi che saranno recepite in tempi ragionevoli.

Se puntate alla presenza su Google non dimenticate di inserire all'interno di una pagina già presente nel motore il link alla nuova url da indicizzare affinché lo spider possa trovarla quando aggiorna il contenuto della pagina. Nella di figura 2 si nota ad esempio come la Web Agency in questione abbia realizzato una pagina ad hoc per effettuare questo tipo di operazione: la pagina contiene collegamenti strategici ai nuovi siti realizzati ed è indicizzata nei più importanti database con la formula "pay per inclusion" con il fine di velocizzare le procedure di refresh.

 
 
 
 Conclusioni
 

Una Rete più pulita è auspicabile da tutti… Anche se le leggi di mercato spingono chi si occupa di posizionamento a cercare di aggirare le regole di netiquette (buon comportamento) dei motori di ricerca per dare maggiore visibilità alle pagine dei propri clienti rispetto a quelle dei loro competitors, non deve essere perso di vista il fruitore finale dei contenuti della Rete, il navigatore.

E' il rispetto verso quest'ultimo che deve imporre i limiti a ciò che è lecito fare: in genere dovremmo evitare tutto quello che potenzialmente può creare confusione e disorientamento nell'utente.

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