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Sono state due giornate di incontri estremamente interessanti, dibattiti e interventi dei protagonisti del mondo imprenditoriale, istituzionale e politico. Due giornate unite dal fil rouge dello sguardo all'impresa di domani.
Come sarà l’impresa del futuro? Quali innovazioni sono necessarie al sistema industriale per fronteggiare il mondo in continua evoluzione? Quali tecnologie e infrastrutture occorreranno per far nascere e crescere la nuova impresa? E quali saranno gli investimenti necessari?
Queste e altre ancora le domande che hanno caratterizzato il Convegno, alle quali hanno cercato di dare risposta con i loro interventi alcune personalità di spicco come il presidente del Senato Renato Schifani, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, il vicesegretario del Partito democratico Enrico Letta, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e la presidente dei Giovani Imprenditori Federica Guidi.
Domande alle quali hanno fornito la loro risposta anche Simone Genovesi e Diego Orzalesi: "L'impresa del futuro sarà 3.0! Il 2.0 ormai è quasi superato!"
Spiegando la battuta, Genovesi e Orzalesi hanno affermato: "Imprese come Poste Italiane o altre grandi realtà nazionali si stanno aprendo sempre di più alla via del Web, dimostrando come la tecnologia, Internet, l'accessibilità alla rete siano gli ingredienti per un'impresa vincente. Per l'impresa del futuro, tuttavia, è necessario un'ulteriore evoluzione: quella verso l'azienda "rete", vale a dire un'azienda non più chiusa nella sua torre d'avorio, ma pronta a mettersi in gioco e a far valere il suo ruolo nella vasta rete di tutti i suoi stakeholders, dai dipendenti, ai consumatori, ai fornitori".
"Per questo motivo - conclude Genovesi - ritengo fin troppo estremi i commenti delle autorità intervenute al convegno. La mia opinione è che al momento non siamo nel buio assoluto e che il futuro non sarà pienamente roseo come è stato dipinto. La verità è che stiamo vivendo un periodo di profondi cambiamenti e che siamo sulla strada giusta, ma serve ancora cautela".
